LATTATO E SOGLIA

Se praticate sport di endurance, sicuramente avete sentito parlare di soglia anaerobica o soglia del lattato. È un valore che corrisponde ad una concentrazione di acido lattico nel sangue di circa 4 mmol/l.
Per gli sportivi che praticano discipline aerobiche, conoscere la propria soglia anaerobica sia di fondamentale importanza per stabilire un protocollo di lavoro finalizzato a migliorare la performance dell’atleta.
Uno dei test per calcolare la soglia anaerobica è il test del lattato ematico. Ma andiamo per ordine:
IL LATTATO, COS’È? Il lattato o acido lattico è un catabolita prodotto dalla contrazione muscolare che avviene per conversione dell’energia chimica in energia meccanica.
La produzione del lattato è in funzione dell’intensità del lavoro muscolare.
A intensità non elevate, il lattato prodotto viene riconvertito dal fegato in glucosio, mediante il ciclo di Cori e rimesso nel circolo ematico a disposizione dei muscoli, in caso di lavori muscolari troppo intensi, il lattato prodotto non riesce ad essere metabolizzato, accumulandosi nel sangue velocemente provocando acidosi associata a dolore muscolare, costringendo l’atleta a ridurre o a interrompere lo sforzo.
Questa soglia d’intensità viene chiamata soglia anaerobica ( SAN ).
La misurazione della SAN permette di individuare la potenza meccanica e la frequenza cardiaca in cui si verifica questa condizione.
Da qui si evince che conoscere la propria SAN, sia di fondamentale importanza per la programmazione dell’allenamento.

COME SI MISURA? Avviene mediante uno strumento chiamato lattacidometro e consiste nel prelievo di una goccia di sangue ( solo 0,2 microlitri di sangue ) dal lobo dell’orecchio.
Il test può essere svolto sia indoor che outdoor, meglio in una pista di atletica.
Nel test effettuato indoor, per la maggior parte dei casi avviene di solito su treadmill per i podisti e cicloergometro per i ciclisti e ha il vantaggio di poter annullare le variabili che possono influenzare la prestazione come vento, la temperatura esterna, l’umidità.
Su pista, l’atleta deve essere in grado di gestire il test a velocità elevate in maniera precisa.
COME EFFETTUARE IL TEST!
In linea generale, per la scelta del test, si consiglia sempre di tenere presente le variabili tecniche nei gesti analitici dei vari sport.
Per il nuoto esempio si consiglia un armoergometro, per il ciclista un cicloergometro, per la corsa un treadmill o pista di atletica.
Per una valutazione il più possibile affidabile bisogna seguire delle regole ben precise:

  • non effettuare allenamenti intensi il giorno prima del test
  • alimentarsi in maniera adeguata
  • prima del test effettuare un riscaldamento di circa 20 minuti, andando nelle fasi finali a crescere d’intensità

PERCHÉ FARLO? Come detto prima, conoscere questo parametro permette all’atleta di definire i ritmi di allenamento e programmare le varie sedute settimanali.
È uno dei metodi più precisi per individualizzare le velocità che l’atleta deve correre le varie tipologie di allenamenti previsti, come il fondo lento, fondo medio, ripetute ecc…
Non solo, permetterà se svolto regolarmente nell’arco della preparazione atletica, di conoscere le reali condizioni di performance dell’atleta stesso e di conseguenza valutare eventuali accorgimenti sulla programmazione, per raggiungere i risultati sperati.

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